A Castegnato per “studiare” il teleriscaldamento. Il workshop riservato ai tecnici del settore ha portato decine di esperti alla scoperta della nuova rete efficientata.

A Castegnato per “studiare” il nuovo teleriscaldamento

Sono arrivati da tutta la provincia e anche oltre per analizzare le nuove modalità di funzionamento della rete di teleriscaldamento castegnatese. Ieri mattina, un sinodo di oltre 70 esperti tra ingegnere e periti industriali ha visitato la centrale di via Risorgimento che da inizio aprile alimenta il paese grazie ai reflui termici della Reboldi Fonderie. Guidati dal direttore tecnico di Cogeme Stl Paolo Tarantino, gli esperti hanno colto l’occasione per approfondire la sinergia tra la holding e l’azienda, esempio virtuoso di come l’economia circolare sia un futuro sempre più vicino.

Si punta sulle “reti intelligenti”

Fiore all’occhiello dell’ecosostenibilità, lo studio della centrale castegnatese ha avviato un momento di approfondita riflessione tecnica, di confronto e scambio di idee. “Ieri si è aperta una discussione e una riflessione interessante che ha dimostrato come utilizzare le tecnologie a favore dell’ambiente sia possibile e fattibili”, ha spiegato il sindaco Gianluca Cominassi. “A Castegnato avevamo questa realtà e abbiamo fatto un passo in più per efficientarla, ma il modello del teleriscaldamento non è l’unico virtuoso: l’economia circolare può essere sviluppata in altri modi, creando delle reti intelligenti anche su piccola scala, come fra un centro commerciale e un quartiere vicino”.

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Un passo verso il futuro

La tecnologia c’è, rimane da cercare l’appoggio di chi può trasformare in realtà questo progetto all’insegna della green economy. “Le conoscenze tecnologiche ci sono, basta trovare Comuni e ditte “illuminate” e pronte a investire su questi progetti”, ha concluso Cominassi. “Per quanto riguarda il nostro caso, la centrale è stata ottimizzata ma ora l’impegno è quello di coinvolgere altre aziende. Di dare vita ad una rete che, a piccoli passi, porterà benefici a tutta la comunità”.