Non ci gira intorno il Movimento 5 stelle di Desenzano. E’ oggi il termine per la presentazione dei certificati vaccinali necessari per evitare l’esclusione da nidi e materne, e il partito chiede all’amministrazione comunale e ai tecnici competenti cosa succederà adesso.

Termine scaduto

Il termine per presentare l’adempimento dell’obbligo vaccinale scade oggi, il 10 marzo. Le cronache nazionali parlano di 30mila bambini “non in regola” con la documentazione vaccinale. Un dato che suscita preoccupazione, soprattutto in coloro che hanno avviato la procedura vaccinale senza averla ancora completata.

Privacy delle famiglie non tutelata

Così sostiene in un’interrogazione a risposta scritta il consigliere di minoranza Andrea Spiller, partendo dalla considerazione che “in diversi comuni alcune scuole dell’infanzia hanno iniziato ad avvisare i genitori dei bambini non in regola con le vaccinazioni che, se non porteranno la documentazione entro il 10 marzo, dal giorno successivo saranno esclusi dalla scuola”.

Il consigliere cita la “documentazione sostitutiva”, che secondo la legge in oggetto (31/07 del 2017) i genitori o tutori dovrebbero poter consegnare alle scuole, invece del certificato vaccinale.

“La Scuola ad oggi non ha nessun vaglio sull’effettuazione o meno delle vaccinazioni, dovendosi strettamente limitare a ricevere dai genitori la documentazione – sostiene Spiller -. Cosa che non sembra stia avvenendo, dal momento che è la scuola e, in alcuni casi la stessa maestra, a dare la comunicazione ai genitori dell’imminente esclusione del bambino o, per la scuola dell’obbligo, della scadenza per la presentazione dei documenti”.

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Il problema è che tale comunicazione sta avvenendo per telefono o di persona, e non “tramite un avviso scritto non in busta chiusa”. Cosa che costituirebbe a tutti gli effetti una violazione della privacy.

Comportamenti discriminatori

Nell’interrogazione del Movimento 5 stelle di Desenzano appare quindi chiara la volontà di conoscere la modalità di questa raccolta dati. Oltre al rispetto della privacy dei bambini, si parla anche di potenziali discriminazioni. Si chiede quindi cosa intenda fare il Comune per tutelare i bambini da “ogni forma di discriminazione motivata dalle opinioni professate o convinzioni
dei suoi genitori”.

Inoltre, visto che le discriminazioni sono motivate da emergenze sanitarie, c’è una domanda finale. “Se nel nostro territorio siano presenti epidemie o altre emergenze di carattere sanitario tali da rendere le misure straordinarie e urgenti come quelle previste dalla legge 119/2017 così necessarie da giustificare la discriminazione di bambini (asili nido e scuole d’infanzia) che si vedranno addirittura negato il diritto di finire l’anno scolastico in corso”.