Cantieri Tav, il Movimento 5 Stelle segnala la necessità di  una severa vigilanza al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare.

Il 19 ottobre scorso è stato pubblicato l’ avviso che concedeva trenta giorni a coloro che volessero presentare osservazioni scritte. Una procedura che presenta però molti lati dubbi: la delibera Anac n. 294/2016 prevede infatti che i progetti delle infrastrutture strategiche già inserite negli strumenti programmatori approvati siano approvati secondo la disciplina vigente. Viceversa quelli ideati successivamente, invece, rientrano nell’ambito di applicazione del Nuovo codice. Il nodo di Verona est, tuttavia, non è mai stato in procedura di Via, dunque non rientra nella fattispecie prevista dalla direttiva.

Mattia Fantinati (Deputato M5S)

«Non ci arrendiamo: contro i lavori della Tav previsti tra Brescia, Verona e Vicenza e pertanto abbiamo presentato un esposto alla Corte dei Conti. Chiediamo alla Corte che esprima un giudizio negativo sulla deliberazione n. 42 del 10 luglio 2017 con la quale il Comitato Interministeriale della Programmazione Economica ha approvato il progetto definitivo dell’opera denominata nuova linea AV/AC Brescia – Verona, Lotto Brescia est – Verona (escluso nodo di Verona), che la stessa Corte accerti la presenza di eventuali responsabilità per danno erariale. Infatti con la delibera del 10 luglio 2017, il Cipe  ha dato il via ad un progetto, che sarà finanziato con i soldi dei contribuenti, ritenuto inadeguato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici oltretutto non avendo ottenuto la Valutazione Ambientale Strategica (Vas) necessaria per il progetto».

Francesca Businarolo (Deputata M5S) 

«Queste anomalie nella procedura mi hanno spinto a chiedere al ministro, con un’interrogazione di fare delle verifiche. Ritengo infatti sia opportuno, prima dell’inizio della procedura di Via, che nodo alta velocità di Verona debba essere sottoposto a Vas, pena l’annullamento del procedimento. A questo punto, inoltre, è chiaro che la procedura di Via del progetto preliminare del nodo “av/ac di Verona” deve essere annullata, dal momento il progetto deve essere soggetto alla normativa prevista, che concedono il termine di 60 giorni anziché 30, a coloro che siano interessati, per il deposito delle osservazioni scritte».

Manuel Brusco (Consigliere regionale M5S Veneto)

«È palese come quest’opera stia procedendo tramite una serie di passaggi viziati da illegittimità. Per quel che riguarda la procedura di valutazione di impatto ambientale, ad esempio, hanno aggirato le norme procedurali perché hanno spacchettato la VIA in cinque pezzi, andando quindi ad ignorare quanto dichiarato dai massimi organismi istituzionali europeo ed italiano (Corte di Giustizia europea e Corte Costituzionale italiana) poiché spezzettando il progetto in più VIA non si può valutare l’effetto cumulativo degli impatti banalizzando la ratio della VIA. Il tutto continuando ad applicare la Legge obiettivo quando invece bisognerebbe applicare il Nuovo codice degli appalti: cosa che garantirebbe una maggiore partecipazione e la necessità di ripetere la valutazione degli impatti di quest’opera sull’ambiente. Senza considerare i costi ingenti, i più alti mai spesi per la realizzazione di quest’opera. Per l’attraversamento di Vicenza, in tutto otto chilometri, il costo schizza a 106 milioni ogni mille metri».

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Marta Vanzetto (Consigliere comunale M5S Verona) 

«Il progetto sul nodo di Verona è già stato bocciato dalla Corte dei Conti perché insostenibile sotto il profilo economico. Per tale ragione il governo ha deciso di frazionare la realizzazione del nodo stesso. Con tale escamotage viene però svolta una valutazione parziale dell’impatto ambientale che l’opera avrà, con mistificazione delle reali conseguenze complessive che ricadranno sulla città di Verona e sui cittadini qualora il progetto venisse realizzato interamente. Peraltro, il Comune di Verona sta procedendo nella richiesta di opere compensative senza neppure conoscere il valore delle compensazioni richieste, ma soprattutto senza tener conto di un dato determinante: le opere compensative verranno concesse solo in ragione del 2% del valore dell’opera parziale e non di quello complessivo. Il metodo con cui procede l’amministrazione nel valutare la bontà o meno del progetto non è sicuramente idoneo a tutelare i veronesi».

Anna Firolli (Consigliere Comunale M5S San Bonifacio)

«Che tipo di affidabilità e credibilità può avere uno studio di Impatto Ambientale, realizzato da una società, la Lande SpA, destinataria di una interdittiva antimafia da parte del prefetto di Napoli dal giugno 2015, quindi prima del deposito del progetto definitivo presso le amministrazioni interessate, avvenuto il 13 novembre 2015? Inoltre, la normativa consente alle amministrazioni, qualora il progetto sia deficitario o incompleto, di rispedirlo al Ministero affinché venga integrato e completato».