E’ montato un caso nazionale attorno alla mostra d’arte che sarà inaugurata sabato prossimo a Soncino. Nei giorni scorsi infatti alcune maestre di un asilo bresciano che avrebbe dovuto visitare il borgo hanno ritenuto che le sculture in fase di installazione nel cortile del monumento simbolo del paese non fossero adatte ai più piccoli. E hanno sollevato un vero putiferio. Così il Comune è corso ai ripari… vestendole.

Maestre di un asilo bresciano annullano la visita

 Non è ancora stata inaugurata, ma già fa parlar di sé la mostra di terracotte di Marco Cornini, resa possibile grazie al sostegno dell’imprenditore Umberto Cabini. Giovedì scorso tre maestre erano in gita a Soncino per accompagnare le classi dell’Istituto Paolo VI di Brescia a visitare l’antico maniero. Ma… «non entrate in quella Rocca!» è stato l’ordine impartito agli scolari alla vista delle opere, quasi tutte raffiguranti donne e uomini nudi. Inorridite, le educatrici hanno deciso di chiudere gli occhi dei bambini e indietreggiare. Poi arrabbiate si sono rivolte all’Ufficio turistico del borgo.

Le parole della Pro loco di Soncino

“Le insegnanti della scuola materna Paolo VI si sono rifiutate di far vedere la rocca ai 150 bambini, a causa delle numerose statue di terracotta presenti in più punti nell’antica fortezza e si sono rivolte a noi – ha confermato Giuseppe Cavalli, consigliere della Pro loco – Hanno protestato perché erano venute a Soncino proprio per i monumenti e non per la mostra che sarà inaugurata tra due settimane circa. Per altre classi le visite nella rocca sono continuate tranquillamente, ad esempio una scuola di prima media di Piacenza è entrata”.

Il dibattito

Una querelle che ha scatenato il dibattito, nel Borgo. Diversi i commenti degli abitanti: secondo Demis Martinelli, artigiano del ferro battuto: “L’arte va capita e non censurata”. Anche il professore di scuola media Giorgio Torriani ha le idee chiare: £Non ho niente contro la mostra, ma mi stupisco di come ci si meravigli dell’accaduto. Se uno pensa di portare dei bimbi in una Rocca e si trova di fronte a una mostra che potrebbe disturbare qualcuno, ha il legittimo diritto di non entrare. Mi spiace, ma non tutti la pensano allo stesso modo. Credo si dovrebbero rispettare le diverse sensibilità. Se la mostra fosse organizzata in spazi dedicati, uno saprebbe che cosa va a vedere e non ci sarebbero problemi. Coprire le sculture adesso è sbagliato, come sbagliato è non porsi il problema delle differenze di sensibilità”.
“Che bigottismo… non mi pare che siano arrivate lamentele per il David in piazza della Signoria a Firenze o per altre opere d’arte o peggio per seni o lati “B” sparsi sui cartelloni pubblicitari e in televisione” è il commento di un visitatore.

Le parole del sindaco

Dal Comune è giunto in settimana anche un chiarimento che riconduce alla casualità il fatto che siano rimaste scoperte senza avvisi per il pubblico solo per pochi giorni in attesa dell’inaugurazione.
“Per la mostra è stata concessa l’autorizzazione all’esposizione nella rocca dal 16 giugno, giorno dell’inaugurazione – ha spiegato l’Amministrazione – La data prevista tiene conto del fatto che da quel giorno non ci sono più le gite delle scolaresche in quanto le scuole terminano l’8 giugno. Martedì e mercoledì sono state collocate le opere per le fotografie per il catalogo, poi da giovedì pomeriggio sono state coperte fino all’inaugurazione. Il fatto che alcune fossero scoperte è dovuto alla concomitanza tra disimballaggio, posizionamento e fotografie”. Nonostante questo il problema si potrebbe riproporre anche successivamente all’inaugurazione perché £gli oratori si sono informati per visitare la rocca, ma gli educatori e i religiosi non vogliono vedere le statue nude”, ha aggiunto Cavalli.