Sostegno concreto ai cittadini palazzolesi in difficoltà: un progetto innovativo reso possibile grazie alla collaborazione tra diverse realtà tra cui il Comune.

Sostegno concreto ai cittadini palazzolesi in difficoltà

Un progetto dal costo complessivo di 235mila euro finanziato da Fondazione Cariplo per ben 150mila euro. Una rete attiva sul territorio palazzolese per aiutare 93 soggetti che si trovano in difficoltà. L’ente capofila è la Cooperativa sociale palazzolese, mentre il partner principale è il Comune di Palazzolo. Gli altri partner sono Cascina Clarabella, In rete consorzio di cooperative sociali, Cooperativa Franciacorta. Ma anche Cooperativa fraternità creativa e Fondazione Cogeme.

Problema

Il gruppo di lavoro, che ha iniziato a lavorare da qualche mese, è impegnato proprio nell’analisi dei segnali di allarme. Chi sono le persone che vengono aiutate? Le persone che si trovano in uno stato di vulnerabilità temporanea. Uomini e donne che hanno perso il lavoro; coniugi separati che necessitano di un aiuto per il mantenimento dei figli e altri casi. Le persone vanno sostenute (in modi diversi) prima che la situazione diventi cronica. I percorsi possono essere diversi: sostegno per l’acquisto di cibo. Ma anon solo. Percorsi di riqualifica personale attraverso corsi di formazione. Ma anche percorsi di inclusione lavorativa. Infine, l’istituzione di un microcredito per aiutare le persone in un momento particolare della loro vita.

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Conferenza stampa

Il progetto “Un Kw in più” del bando “Doniamo energia” è stato presentato questa mattina in Comune dal sindaco Gabriele Zanni e dall’assessore ai Servizi sociali Nadia Valli. In sala Giunta erano presenti anche il presidente della Cooperativa sociale di Palazzolo Vincenzo Gaspari e i tecnici che stanno seguendo il progetto Claudia Pedercini e Giuliano Diploma. Tutti quanti si sono detti entusisti per il tipo progetto “soprattutto per la rete e il terreno fertile trovato. Ottimo per intercettare le persone in difficoltà che quasi sempre non si rivolgono ai Servizi sociali”.