Il gruppo “Le mamme di Castenedolo” e il “Comitato Cittadini Calcinato” hanno esposto un problema molto grave, che la provincia di Brescia sta subendo già da qualche anno a questa parte: l’impressionante processo di degrado ambientale in tutte le matrici fondamentali quali aria, acqua, suolo su tutto il territorio.

“È innegabile  – fanno sapere – che le ripercussioni sulla salute pubblica sono molteplici. Anche senza grandi studi epidemiologici, chi per necessità deve frequentare ospedali ed ambulatori di vario genere, non può non rendersi conto di quante persone siano colpite da patologie gravi e complesse, soprattutto i bambini che sono esposti sin dalla nascita ad una notevole quantità di agenti inquinanti. 

Uno dei fattori di pressione ambientale che caratterizza maggiormente la nostra terra è la presenza di una quantità spropositata di cave, discariche e impianti di trattamento rifiuti, che sembrano essere diventati una delle maggiori fonti di guadagno per appetiti imprenditoriali ed amministrazioni comunali. 

In questi giorni è stato intenso il dibattito scatenato da alcune frasi riferite dal procuratore aggiunto di Brescia Sandro Raimondi alla Commissione parlamentare d’ inchiesta sulle ecomafie. Mentre si perde tempo a discutere sul tema “Terra dei fuochi sì/terra dei fuochi no” purtroppo i comitati, le associazioni ed i gruppi ambientalisti locali lottano quotidianamente per fermare l’avanzata di nuove discariche a suon di ricorsi, attività di sensibilizzazione e dialogo con le istituzioni che dimostrano, nella maggior parte dei casi, un approccio troppo “tiepido”, inefficace e non all’altezza di gestire una situazione così complessa. 

Chi ci rappresenta a livello politico sembra non essersi ancora reso conto della gravità della situazione. 

Le uniche risposte date ai cittadini sono costituite da: osservatori, grandi tavoli tecnici, passaggi di commissioni parlamentari il cui lavoro quasi sempre esclude chi davvero ama, vive e difende il territorio ossia i cittadini e purtroppo non si traduce mai in azioni concrete per arrestare lo spaventoso consumo di suolo e il degrado ambientale. 

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Qualche tempo fa abbiamo sentito l’esigenza di tornare in volo a filmare il nostro territorio per documentare lo scempio che ne è stato fatto. Riteniamo che le immagini abbiano in sé una forza espressiva che vale più di mille parole. Siamo tornate nella zona ad est di Brescia in un raggio di circa 7 km da Bedizzole, passando per Calcinato, Vighizzolo, Castenedolo, Rezzato e San Polo storico dove la terra è crivellata da enormi voragini, la maggior parte delle quali sono state riempite di rifiuti di vario genere dagli inerti ai pericolosi tossico/nocivi. Alcuni di questi siti risultano già da bonificare”.

Il mini documentario nato da questo volo si intitola Brescia la terra dei buchi (il volo 2.) è pubblicato su youtube al seguente link: 

https://www.youtube.com/watch?v=9yPTieL4Ldo&t=2s

 

“Da oggi  – proseguono – diffonderemo il più possibile questo lavoro presso addetti stampa, politici, grande pubblico sia a mezzo social che in incontri dedicati. 

Abbiamo documentato solo una piccola parte della provincia e delle criticità ambientali presenti, ma riteniamo che questa porzione di territorio costituisca il simbolo della storia della nostra terra. 

Una storia che vogliamo fortemente cambiare, una storia che richiede prepotentemente una MORATORIA immediata su tutte le cave, discariche, impianti di trattamento rifiuti e tutte quelle attività impattanti che andrebbero ad aggravare ulteriormente una situazione già al limite. 

La nostra provincia ha urgente bisogno di un lavoro di ricerca e mappatura di tutti i siti da bonificare fra cui le numerose discariche abusive e l’avvio di una stagione di bonifica, cura e messa in sicurezza del territorio”.