Cesvi ha presentato l’Indice regionale sul maltrattamento infantile nel nostro Paese analizzando i rischi per i bambini, il contesto in cui i genitori vivono e i servizi per la cura e la prevenzione nelle regioni italiane.

Nella ricerca non ci sono numeri divisi per provincia ma certo anche la provincia di Brescia ha visto dei casi in cui i bambini sono stati protagonisti, loro malgrado di gravi situazioni di disagio. I casi più recenti sono l’abbandono del neonato a Brescia, o la bambina “dimenticata” in auto. 

Maltrattamenti infantili, la ricerca

L’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia di Cesvi ha elaborato una classifica che rappresenta la maggiore o minore vulnerabilità dei bambini al maltrattamento considerando  vari fattori di rischio, tra cui la situazione familiare, il contesto socio-economico, le politiche e i servizi di prevenzione e cura all’interno delle singole regioni.

Complessivamente, la Lombardia si colloca al di sopra della media nazionale ma è ultima tra le regioni del Nord che occupano invece le prime 10 posizioni. Per ogni singola regione, attraverso 65 indicatori, sono stati calcolati i fattori di rischio, l’analisi del contesto, delle politiche e dei servizi sul territorio e sono state esaminate sei capacità: la capacità di cura di sé e di altri, la capacità di vivere una vita sana (fumo materno, uso di droga da parte dei genitori, abuso di alcolici), la capacità di vivere una vita sicura (violenza domestica), la capacità di acquisire conoscenza e sapere (livello di istruzione dei genitori), la capacità di lavorare (status occupazionale delle famiglie), la capacità di accedere alle risorse e ai servizi (disuguaglianza socio-economica).

La situazione in Lombardia

Se si tiene conto in maniera disaggregata dei singoli posizionamenti per singole capacità si osserva che la Lombardia è in una posizione di sostanziale equilibrio, al centro dello scenario nazionale, ma in ritardo rispetto alle altre regioni del Nord (Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Liguria e Piemonte) che la precedono nella classifica generale: decima per capacità di cura, per capacità di acquisire conoscenza e sapere e per capacità di accedere alle risorse; la Lombardia ha un basso risultato per capacità di vivere una vita sana (13a) e un buon posizionamento per capacità di lavorare (9a). Questa rilevazione che si sofferma sulla lettura del contesto e dei servizi, non misura quanti bambini siano effettivamente maltrattati nei territori ma solo quali siano le condizioni ambientali nelle quali i bambini vivono e se queste situazioni siano più o meno sfavorevoli rispetto al fenomeno del maltrattamento.

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Disparità Nord – Sud

L’Indice mette in evidenza, soprattutto, la persistenza di forti disparità tra il Nord e il Sud del nostro Paese. Le regioni che presentano il migliore livello di benessere complessivo dei bambini sono l’Emilia Romagna, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, il Trentino Alto Adige, l’Umbria, la Toscana e la Valle d’Aosta. A livello nazionale, i bambini e le bambine sono maltrattati soprattutto nell’ambiente che più di tutti dovrebbe garantire loro sicurezza e protezione. Tra il 60% e il 70% dei bambini/e tra i 2 e i 14 anni di età ha vissuto episodi di violenza in casa. Al maltrattamento, inoltre, si accompagna spesso la trascuratezza: nel mondo il 16,3% dei bambini è vittima di negligenza fisica e il 18,4% di trascuratezza emotiva[1]. Gli effetti della trascuratezza possono manifestarsi con un ritardo nel raggiungimento delle principali tappe evolutive con disturbi dell’apprendimento oppure con un atteggiamento di eccessiva ricerca di affetto e attenzione da estranei (e il conseguente rischio di esposizione ad altri abusi), una forte chiusura e una sfiducia verso l’altro.

La campagna #Liberitutti

L’indice è stato presentato nell’ambito della campagna #Liberitutti – a cui si può contribuire dal 1 al 10 giugno con un sms da 2 euro o chiamata da rete fissa da 5 o 10 euro al 45535 – mira a sostenere la rete IoConto di Cesvi attiva con un programma di prevenzione e cura nelle città di Bergamo e provincia, Napoli (VII municipalità) e nell’Unione dei Comuni della Bassa Sabina con un coordinamento tra Roma e Rieti. Le attività prevedono spazi d’ascolto per bambini e ragazzi, interventi specialistici per la cura del trauma, supporto ai genitori in condizioni di vulnerabilità, rafforzamento del ruolo protettivo della comunità e formazione di operatori specializzati. I partner locali sono rispettivamente il Consorzio Fa, la cooperativa sociale Il Grillo Parlante e l’Associazione Bambini nel Tempo.

Il valore della donazione è di 2 euro per ogni SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Coop Voce e Tiscali. È di 5 euro per le chiamate da rete fissa PosteMobile, TWT e Convergenze, e 5 e 10 euro da rete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb, Vodafone e Tiscali.