I ragazzi della Feralpisalò, atlete Under 12 e i partecipanti al progetto “Senza di me che gioco è?”, in Vaticano.

Il viaggio

L’occasione è più unica che rara. Lo sanno bene i ragazzi e le ragazze che hanno aderito all’invito che la Feralpisalò, attraverso l’iniziativa “GIOCHIAMO INSIEME” proposta dalla Lega Pro, ha rivolto loro in vista dello scorso mercoledì 11 aprile. Si sa, le feste sono vissute anche nel loro avvicinamento. Da quando le atlete dell’Under 12 e i ragazzi di “Senza di me che gioco è?” hanno assaporato la possibilità di vivere questa esperienza, l’attesa e il fermento sono cresciuti sempre di più. I volti, alla partenza da Brescia Centro martedì mattina, erano di evidente entusiasmo da parte di tutti. Non solo dei protagonisti, chiamati ad andare sul campo, ma anche da parte degli accompagnatori. «Credo che l’emozione si equivalga tra ragazzi e staff. Capita poche volte di avere un’opportunità simile», il commento di mister Francesco Pellegrini, responsabile tecnico della squadra composta da atleti con disabilità, alla partenza. Sul sito e sui social del Club il viaggio è stato scandito da aggiornamenti sul cammino in A1, con foto, video e appunto parole. C’è chi era anche solo emozionato di tornare nella capitale. Simone e Carloalberto, perni della squadra di Quarta Categoria, ci erano già stati. Uno da piccolo e l’altro con l’oratorio qualche anno fa. Ma il fascino della trasferta con la propria squadra aumenta il valore dell’esperienza. Il “day one”, oltre al viaggio, ha regalato già grande emozione, specie verso fine cena, quando ai ragazzi di “Senza di me che gioco è?” sono stati consegnati i completi che hanno poi indossato il giorno successivo. Pur avendo al seguito la propria divisa verdeblu di ordinanza, la Lega Pro ha messo a disposizione degli atleti di Quinta Categoria le divise della Nazionale azzurra. Una magia vederli dal vivo.

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L’udienza

Srotolato lo striscione “Francesco Uno di Noi” e indossato i foulard di colore verdeblu, la rappresentanza della Feralpisalò ha partecipato con calore e attenzione al discorso del Pontefice, vivendo tutto con trasporto e sacralità. «La vista dal Santo Padre – sottolinea il vicepresidente e direttore comunicazione Isabella Manfredi – ci ha emozionato e riempito di gioia, abbiamo ascoltato le sue parole che, con grande semplicità e forza, ci hanno accarezzato il cuore di speranza e coraggio. Quello che umilmente ci invita a rinnovare è l’impegno educativo che attraverso lo sport ci vede impegnati con trasporto e generosità ogni giorno. Bellissimi i nostri Leoncini e le nostre Leoncine, che hanno ricevuto un saluto speciale che credo si ricorderanno…». «Non era la prima volta, ma è sempre una grande emozione», sottolinea Giovanni Goffi. Perché è effettivamente così: la visita al Vaticano lascia sempre qualcosa di più di un ricordo, di una sensazione. È una crescita. Che ognuno dei sessanta partecipanti ha potuto ottenere. Un’esperienza vissuta con i propri accompagnatori, con i propri parenti ma, soprattutto, in prima persona.