Acqua, un’emergenza sempre dietro l’angolo: “È necessaria un’attenta riflessione per garantire l’uso plurimo di questa risorsa”

Confagricoltura Brescia

Il direttore di Confagricoltura Brescia Gabriele Trebeschi: “Le imprese agricole sono disponibili, se l’operazione è sostenibile economicamente e tecnicamente, ad installare sistemi che contengano la richiesta irrigua, ma in un contesto in cui sia garantito il ricarico delle falde e dei fontanili: i canali assumono infatti anche un ruolo chiave per difesa del suolo e dell’equilibrio idrogeologico”

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Una primavera particolarmente piovosa che ci sta accompagnando fino all’estate, non sta generando per il momento, gravi difficoltà sotto il profilo della carenza idrica. Non è da sottovalutare però l’emergenza, visto l’andamento climatico degli ultimi anni. Per questo, secondo Confagricoltura Brescia, è opportuno affrontare il problema in tempo.

L’uso plurimo dell’acqua è da sempre il concetto cardine nella gestione delle risorse idriche della nostra regione, una gestione vede nell’agricoltura il suo principale protagonista.

“Gli oltre 17mila chilometri di canali della rete irrigua lombarda” – spiega Gabriele Trebeschi, direttore di Confagrigricoltura Brescia – “oltre a garantire le performance produttive, assumono sempre più un ruolo di insostituibile presidio di difesa del suolo e dell’equilibrio idrogeologico, in un contesto climatico che vede gli eventi estremi sempre più frequenti. Il mutamento del clima ha messo in questi anni a dura prova la gestione dell’acqua, aggiungendosi ad un quadro complessivo in rapida evoluzione anche su altri fronti, normativo ma non solo”.

Sistemi irrigui

L’introduzione della Borsa dell’energia, solo per citare uno dei fattori più importanti, ha di fatto cambiato radicalmente la programmazione dei rilasci dai bacini idroelettrici. La sempre più stringente normativa sul deflusso minimo vitale nei corsi d’acqua ha inoltre inasprito le tensioni tra i vari utilizzatori della risorsa.

“Oltre ai Piani di bonifica e comprensoriali, previsti dalla programmazione regionale” – dice ancora il direttore di Confagricoltura Brescia – “serve dunque un’attenta riflessione nell’approccio alle risorse idriche anche in vista dell’auspicabile rinnovo delle concessioni, ormai scadute da molti anni.  Laddove economicamente e tecnicamente sostenibile, le imprese agricole sono disponibili ad affrontare la progressiva sostituzione dei sistemi irrigui a scorrimento e a infiltrazione laterale verso forme che contengano maggiormente il fabbisogno di acqua: questo però deve però avvenire in un quadro in cui sia garantito il ricarico delle falde e dei fontanili, assicurato dalle irrigazioni a monte”.