Acqua pubblica il quesito referendario è ammissibile secondo la commissione di Garanzia.

Il comitato referendario

“Il Comitato Referendario per l’Acqua Pubblica di Brescia comunica che la commissione di Garanzia composta dal Prof. Troilo, dalla Prof.ssa Apostoli e dal Prof. Raffiotta a seguito dell’analisi del quesito referendario valutata alla luce dell’attuale normativa europea, statale e regionale dichiara che il quesito appare dunque univoco, chiaro e articolato in modo da non condizionare l’espressione del voto nel rispetto del regolamento dei Referendum provinciali e pertanto l’elettore potrà rispondere con un unico responso affermativo e negativo. L’aspetto più rilevante e la valutazione sull’ammissibilità del quesito sotto il profilo del suo oggetto. Secondo la commissione dei 3 saggi il quesito non risulta in contrasto con la vigente normativa provinciale di riferimento e neppure con la vigente normativa europea, statale e regionale”.

La finalità del quesito

“La finalità del quesito, evidenzia la commissione, è quella di affidare la gestione del Servizio Idrico Integrato ad una società di capitale integralmente pubblico attraverso il modello dell’In-House consentito dall’ordinamento vigente come da sentenza del Consiglio di Stato del 18.07.2017, n. 3554 che ha definito tale modello di gestione dei servizi pubblici locali come modello di natura ordinaria e non eccezionale nell’attuale contesto normativo in particolare con riferimento al servizio idrico integrato. La Commissione di garanzia si è peraltro espressa all’unanimità sull’ammissibilità del referendum in data 01.12.2017.
Il Comitato in tutte le sue componenti ringrazia la commissione per il suo operato e pur consapevole che il cammino verso il referendum deve ancora superare il voto del Consiglio Provinciale non può che essere soddisfatto di quanto espresso dalla commissione soprattutto riguardo la sottolineatura che il modello gestionale In-House non è un modello eccezionale ma è la norma per quanto riguarda la gestione del SII”.

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L’ultimo step

“Attendiamo ora l’ultimo passaggio formale per avere la certezza che il referendum potrà svolgersi nella prossima primavera consci che il lavoro da fare è ancora lungo e disseminato di ostacoli. Il nostro Comitato ha sempre affermato che tutto quanto è nelle sue possibilità per evitare di arrivare alla gara poiché ciò determinerebbe la totale e definitiva privatizzazione del servizio idrico per la provincia di Brescia, la definitiva svendita della più preziosa fra le risorse naturali forniteci che finirebbe per essere solo oggetto di speculazione privata. Oggi grazie anche al supporto delle 55 amministrazioni comunali che hanno deliberato a favore è stata scritta una pagina fondamentale di questa storia che confidiamo ci possa portare ad una gestione, formalmente e sostanzialmente pubblica, del servizio idrico integrato a Brescia”.