I Carabinieri e la Guardia di Finanza di Riva del Garda hanno eseguito una serie di sequestri disposti dal GIP del Tribunale di Rovereto nell’ambito di quella che è stata denominata “Operazione tre carte”, una lunga serie di truffe ai danni della Arcese trasporti S.p.A.

Truffe ai danni di Arcese trasporti Spa. Sei indagati

Già nel novembre dello scorso anno alcune perquisizioni avevano condotto ad altrettanti indagati. L’attività di indagine svolta fino ad ora, diretta dal Sostituto Procuratore della Procura di Rovereto Dr. Fabrizio De Angelis, ha fatto emergere pesanti responsabilità penali personali nei confronti di alcuni dipendenti della società, in concorso con i responsabili di alcune officine e ditte site nella province di Milano, Verona e Brescia, tutti indagati a vario titolo per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed all’autoriciclaggio.

Il fatto

Nel corso degli ultimi anni gli indagati, sfruttando la loro posizione di responsabilità e controllo all’interno dell’azienda, hanno sottratto dai magazzini costosi pezzi di ricambio, per poi destinarli ad altre officine complici, ed hanno contribuito alla realizzazione di false fatturazioni da parte delle ditte esterne, facendo risultare compravendite di materiali mai effettivamente avvenute e lavori di manutenzione mai realizzati, sui veicoli di proprietà di Arcese. Ciò ha permesso, a loro ed ai loro complici, di accumulare ingenti illeciti profitti, che gli inquirenti hanno quantificato in circa mezzo milione di Euro, scoprendo che la lucrosa attività era iniziata nell’anno 2014. I sequestri appena effettuati a carico di R.R., 40enne dipendente dell’Arcese e mente del sodalizio, hanno reso possibile il recupero di un patrimonio illecitamente accumulato del valore di oltre 425.000 euro costituito, per circa 200.000 €, da denaro depositato presso un Istituto di Credito del Bresciano, da un’abitazione, sulla sponda bresciana del Lago di Garda, del valore di 180mila €, nonché da un autoveicolo ed otto motoveicoli, del valore di 45mila €. Tra i mezzi sequestrati figurano anche moto d’epoca e da competizione, acquistate con i proventi illeciti della truffa.

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Le indagini sinora effettuate hanno portato alla denuncia a piede libero di sei indagati ritenuti responsabili a vario titolo dell’associazione a delinquere emersa dall’attività svolta. L’attività di indagine è ancora in corso, per cui non si esclude di poter identificare ulteriori responsabili e che il danno per la ditta Arcese possa rivelarsi ancor maggiore.

Il tutto è partito dai titolari che, resisi conto di alcune irregolarità e della presenza di cifre spropositate nelle fatture per l’acquisto dei pezzi di ricambio, hanno fatto denuncia presso i Carabinieri.